Nella sala polivalente di Cameri si è svolta un'assemblea pubblica per spiegare le ragioni per le quali il Palio di Cameri non si è svolto nemmeno quest'anno, dopo un’assenza di ben cinque anni.
Chi si aspettava un grande annuncio si è ritrovato a seguire un lungo elenco di ragioni burocratiche e difficoltà organizzative, ma alla fine la sensazione generale è stata quella di assistere al famoso gioco di “passa la patata” in cui tutti si sentivano responsabili e nessuno lo era veramente.
L'Ente Palio, al quale vanno i ringraziamenti sia per l’impegno di questi mesi e sia per il coraggio dell’altra sera, ha cercato di chiarire ogni passaggio, ma, ironia della sorte, il tecnico responsabile della documentazione, necessaria per ottenere i permessi allo svolgimento della manifestazione, era l'unico assente in sala. Un'assenza che ha sollevato più di qualche sopracciglio.
Tuttavia, a mio avviso, oggi non è più importante concentrarsi sulle colpe.
Le colpe servono solo a giudicare, mentre ciò di cui abbiamo davvero bisogno è riflettere sulle scelte.
Queste ultime rivelano la nostra visione delle sfide e delle opportunità che abbiamo di fronte, ed è chiaro che sono state fatte delle scelte sbagliate e ora è fondamentale avviare una fase di riflessione.
È essenziale ascoltare il parere di tutti coloro che hanno competenze in grado di contribuire all'organizzazione del Palio.
È fondamentale avviare un tavolo di lavoro che vada oltre la formalità e coinvolga chiunque abbia idee, professionalità e il desiderio di mettere in campo il proprio talento.
Il Palio è un Valore per tutta la nostra Comunità, e tutti devono poter essere coinvolti, non solo coloro che detengono il potere politico in questo momento.
Solo così potremo restituire al Palio la dignità e la vitalità che merita, creando un evento che non solo celebri le Tradizioni, ma che unisca davvero la nostra Comunità.
